Place Gaffory

Général Gaffori - Militare 

1704 - 1753

Jean-Pierre Gaffori: il difensore della nazione corsa
Nel cuore della città di Corte, un'imponente statua veglia sulla casa natale di un grande nome della storia corsa: Jean-Pierre Gaffori (1704-1753). Medico di formazione, divenne uno dei leader più influenti della resistenza contro la dominazione genovese nel XVIII secolo.

Un uomo al servizio del suo popolo
Prima segretario del re Théodore de Neuhoff, poi "presidente della zecca", Jean-Pierre Gaffori si impegnò attivamente nella lotta per l'indipendenza della Corsica. Nel 1745, un Consolato tenutosi presso il Convento di Orezza lo nominò Protettore della Nazione Corsa. Fu poi nominato Generale della Nazione nel 1751, prima ancora dell'arrivo di Pascal Paoli.

Il suo obiettivo: cacciare i genovesi dall'isola e unificare i corsi. Ma la sua lotta ebbe una brusca fine: il 3 ottobre 1753, Gaffori cadde in un imboscata a Saint-Pancrace, a Corte. Il suo assassinio, commissionato dalla Repubblica di Genova e da Giovan Giacomo Grimaldi, fu eseguito dalla famiglia Romei, in un contesto di rivalità e vendetta.

Un ricordo inciso nella pietra
La statua di Gaffori, realizzata dallo scultore Émile Adébert e inaugurata nel 1900, si erge orgogliosa davanti alla casa di famiglia, di fronte alla Chiesa dell'Annunziata. È accompagnata da due bassorilievi che celebrano il coraggio del Generale... e di sua moglie, Faustina Gaffori. Questi bassorilievi contribuiscono alla costruzione di una leggenda gafforiana. È vero che il figlio di Gaffori fu rapito dai genovesi all'inizio di ottobre del 1745, ma non fu mai esposto sui bastioni del castello quando il Generale assediò il castello nel giugno del 1746. Il bambino era stato restituito alla famiglia un mese dopo il suo rapimento. Una scena famosa (e romanzata) mostra Faustina che minaccia di far esplodere un barile di polvere da sparo per proteggere la loro casa assediata. Sebbene questo episodio sia in parte leggendario, testimonia l'eroismo che circonda questa figura femminile, immancabile sostenitrice della resistenza.

La casa Gaffori, una testimonianza del passato
La facciata della casa di famiglia (visibile dietro la statua) reca ancora i fori di proiettile e di cannone, resti di uno scontro avvenuto il 29 settembre 1745, quando Gaffori tornava dalla Balagne. Credendo che si trattasse di un attentato, i genovesi aprirono il fuoco sulla residenza.